Modulo 2 — Introduzione all’audiopsicofonologia

L’audiopsicofonologia ha rappresentato una rivoluzione perché ha ampliato il campo d’influenza dell’orecchio umano. È passata dall’essere un semplice captatore di suoni all’essere considerata il regolatore e il responsabile ultimo dei problemi e delle difficoltà del linguaggio orale, del canto e della comunicazione. I problemi delle corde vocali, della faringe e della laringe non possono essere risolti in modo duraturo senza una rieducazione dell’ascolto.

L’essenza sta nel comprendere che ascoltare è diverso dal sentire. Alfred Tomatis insiste molto sul fatto che l’orecchio ha quattro funzioni altrettanto importanti dell’udito:

  • L’orecchio come organo dell’udito.

  • L’orecchio come dinamo energetica del cervello.

  • L’orecchio come organo dell’equilibrio.

  • La dominanza dell’orecchio come determinante della lateralità e della verticalità.

In quali situazioni la tecnica è d’aiuto?

L’audiopsicofonologia è d’aiuto nelle situazioni in cui esiste una difficoltà di comprensione o di espressione orale, ma anche quando esiste uno schema corporeo errato o un ritardo di maturazione, nelle situazioni di demotivazione o di un atteggiamento negativo di fronte all’apprendimento o alla comunicazione, per diverse ragioni, in particolare in caso di stress o di ansia. Per i cantanti e i musicisti, può aiutarli a migliorare le loro capacità tecniche e artistiche. Per la donna incinta, il metodo l’aiuta a prepararsi alla maternità.

Lo svolgimento di una presa in carico

Durante il primo colloquio, si esegue un test di ascolto e altri test complementari che permettono di stabilire la qualità dell’ascolto della persona. In seguito, le viene proposto un protocollo individuale con un percorso personalizzato che include revisioni periodiche in cui si ripete il test di ascolto. Queste revisioni, insieme alle osservazioni del terapeuta raccolte nel corso delle sedute di ascolto realizzate fino a quel momento, permettono di modulare l’azione in funzione dell’evoluzione di ogni paziente.

Con le sedute di ascolto, si esegue una cinesiterapia dei muscoli del martello e della staffa, in modo tale che questo migliore accomodamento dell’orecchio medio implichi cambiamenti neurologici permanenti importanti che modificano il nostro modo di vivere e di pensare. In definitiva, ciò suppone un cambiamento di coscienza.

Le tre leggi di Tomatis

Il metodo si fonda su tre leggi fondamentali formulate da Alfred Tomatis, che costituiscono i pilastri teorici di tutta la pratica clinica.

La prima legge enuncia che « la voce contiene solo ciò che l’orecchio sente ». Ciò significa che la qualità dell’emissione vocale è direttamente legata alla qualità della percezione uditiva. Un cantante che non sente le armoniche acute della propria voce sarà incapace di produrle, non per mancanza di capacità vocale, ma perché il suo circuito audio-vocale non gli invia l’informazione necessaria per riprodurle. Allo stesso modo, un bambino che non integra le fini sfumature fonologiche di una lingua farà fatica ad articolarle correttamente.

La seconda legge precisa che « se si dà all’orecchio la possibilità di sentire correttamente le frequenze perdute, queste vengono immediatamente e inconsciamente restituite nella produzione vocale ». Questa legge è la chiave terapeutica del metodo: rieducando l’orecchio a percepire le frequenze che aveva messo da parte — per protezione, per trauma, per abitudine — si ripristina simultaneamente la capacità di emetterle. La correzione dell’ascolto comporta automaticamente la correzione della fonazione, senza un lavoro diretto sulla voce.

La terza legge afferma che « questo effetto è mantenuto da una stimolazione uditiva sostenuta » — è il principio di rimanenza. Le modifiche indotte dalla terapia non sono effimere: si iscrivono in modo duraturo nei circuiti neurologici a condizione che la stimolazione sia regolare e sufficientemente intensiva. Per questo Alfred Tomatis insiste su cure strutturate, con un numero di sedute sufficiente e fasi di riposo tra le serie, che permettano al sistema nervoso di consolidare i risultati acquisiti.

L’orecchio come dinamo corticale

Una delle scoperte più originali di Alfred Tomatis è il ruolo energetico dell’orecchio. È stato il primo a sostenere che l’orecchio non è soltanto un captatore di suoni, ma una vera e propria fonte di energia per la corteccia cerebrale. Secondo lui, le cellule ciliate della coclea agiscono come generatori: convertono l’energia meccanica dei suoni in impulsi nervosi elettrici, che forniscono al cervello fino al 90 % della sua energia di carica. I suoni acuti, ricchi di armoniche, sono i più efficaci per questa ricarica — il che spiega l’effetto dinamizzante osservato dopo le sedute di ascolto che utilizzano filtri passa-alto.

Questa concezione energetica dell’orecchio spiega anche certi stati di affaticamento cronico che si incontrano frequentemente in clinica. Un soggetto che ha chiuso il proprio ascolto — che ha eretto barriere percettive contro le stimolazioni sonore del suo ambiente — si priva simultaneamente della principale fonte di energia del suo cervello. Compensa questo deficit con sforzi muscolari, posturali e cognitivi eccessivi, il che alimenta l’affaticamento. Il lavoro terapeutico consisterà allora nel riaprire progressivamente l’ascolto per ripristinare questa dinamizzazione naturale del sistema nervoso.


🎯 Quiz — Modulo 2: Introduzione all’APPh

⚠️ Completa questo quiz prima di continuare.

D1. Qual è la differenza fondamentale tra sentire e ascoltare?

A) Sentire è attivo, ascoltare passivo
B) Sentire è passivo/involontario; ascoltare è attivo/volontario
C) Nessuna differenza
D) Ascoltare = solo orecchio sinistro

D2. Quali sono le quattro funzioni dell’orecchio secondo l’APPh?

D3. Enuncia la prima legge di Tomatis.

D4. V/F — La 3ª legge di Tomatis (rimanenza) afferma che gli effetti della stimolazione sono provvisori.

D5. Quale ruolo svolge il talamo nell’ascolto?

A) Nessun ruolo
B) Produce i suoni
C) È un relè affettivo che può bloccarsi, impedendo all’informazione di raggiungere la corteccia
D) Filtra i suoni gravi


✅ Risposte

1. B) Sentire è passivo (ricezione senza elaborazione); ascoltare è attivo (decisione di analizzare, integrare, rispondere).

2. (1) Udito (analisi dei suoni), (2) Equilibrio (vestibolo), (3) Dinamo energetica della corteccia (carica corticale), (4) Controllo del circuito audio-vocale.

3. « La voce contiene solo ciò che l’orecchio può sentire. » La laringe produce solo le armoniche che l’orecchio è capace di percepire.

4. Falso. La rimanenza afferma che le modifiche sono durature grazie alla plasticità neuronale — il che giustifica la struttura in serie con pause.

5. C) Il talamo è un crocevia affettivo. Sotto l’effetto di traumi o di sovraccarichi, si blocca e l’informazione non passa più verso la corteccia.